Un libro a cura di: Carlo Bagnoli, Alessia Bravin, Maurizio Massaro, Alessandra Vignotto con contributi di Gianluca Biotto e Carmelo Mariano

La crisi, prima finanziaria e poi economica, che a partire dal 2008 ha investito le imprese italiane (e non solo) e dalla quale molte non ne sono ancora uscite, ha accelerato un’evoluzione già in atto nel contesto competitivo. Quest’evoluzione, iniziata già prima della crisi, ha preso avvio da tre trend fondamentali: quello politico-economico , legato alla globalizzazione dei mercati di produzione e di sbocco che incrementa l’intensità della competizione internazionale; socio-culturale , rappresentato dal cambiamento del comportamento del consumatore medio , ormai sempre più attento a contenuti immateriali e in costante ricerca di significati ed esperienze nuove; tecnologici , visti nell’ avvento della quarta rivoluzione industriale che permette la riconfigurazione di prodotti, processi e, più in generale, delle catene del valore. La crisi e l’evoluzione che stanno caratterizzando la società e l’economia internazionale ha accentuato la necessità per tutte le imprese di rispondere a questi cambiamenti, non solo apportando modifiche relative e incrementali ai propri processi o prodotti, ma ridefinendo completamente il proprio modello di business in maniera radicale.

Date queste considerazioni, la domanda che può nascere spontanea alle imprese è: che cos’è, quindi, la quarta rivoluzione industriale o meglio nota come l’Industry 4.0 e come può trasformare il modello di business?

Da qui è iniziata la nostra ricerca durata un anno intero e in costante aggiornamento che è diventata un libro scritto a più mani con l’importante contributo di KPMG e pubblicato con la collana di Edizioni Ca’ Foscari.

Il libro dal titolo “Business Model 4.0: modelli di business vincenti per le imprese italiane nella quarta rivoluzione industriale” è un’ulteriore conferma del nostro approccio verso le imprese: non crediamo in una ricerca accademica fine a se stessa ma per noi è fondamentale che la ricerca possa risultare utile alle imprese e possa avere una realizzazione concreta. Per questo, l’opera si pone l’obiettivo di attenuare i timori degli imprenditori e di dare loro delle risposte con una particolare attenzione a mostrare le opportunità che si celano dietro alla trasformazione digitale in corso per le imprese italiane, non solo sul fronte dell’efficientamento dei processi, della riduzione dei costi e del miglioramento della produttività abilitando su larga scala la capacità di produzione personalizzata, ma anche sul ripensamento dei prodotti, di nuovi servizi pre- e post-vendita, di migliore capacità di reagire rapidamente alle esigenze del mercato.

Dalla nostra ricerca è emerso che adottare soluzioni di Industry 4.0 è sinonimo di innovazione strategica del modello di business di un’impresa che si realizza con una riduzione dei costi possibile con l’eliminazione dei fattori non più critici di successo, e un incremento, nel contempo, dei ricavi attraverso l’introduzione di nuovi fattori competitivi, la creazione di nuovi mercati partendo dalla soddisfazione di bisogni emergenti, ma anche di quelli esistenti a livello sociale. Nel nostro report abbiamo approfondito il possibile impatto di Industria 4.0 sui modelli di business delle imprese, in particolar modo di quelle operanti nel Made in Italy, considerando l’innovazione tecnologica anche come driver d’innovazione strategica. A tal fine, si è condotta una structured literature review su oltre un centinaio di paper scientifici, report consulenziali e istituzionali dedicati al tema della trasformazione digitale.

Si possono identificare tre step nel progressivo inserimento delle aziende in una realtà digitale guidata dalle nuove tecnologie, che permetterà di affrontare nuovi target e sfide future. Il primo step nell’implementazione delle nuove tecnologie emergenti è proprio quello di migliorare il modello di business esistente. Industria 4.0 consentirà alle imprese di re-interpretare il loro ruolo impattando lungo l’intera catena del valore: dalla progettazione e disegno del prodotto per renderlo più intelligente, ai rapporti di fornitura e sub-fornitura per permettere lavorazioni in real time , dai processi produttivi gestiti come spazi cyber-fisici, ai sistemi di logistica, fino al contatto fisico e digitale con il cliente finale. Il secondo step che riguarderà l’approccio alle tecnologie disruptive permetterà alle imprese di creare con successo modelli di business digital first, dove sarà centrale il ruolo del network che abilita il flusso di dati sia all’interno che all’esterno dell’impresa. Il terzo e ultimo step si concretizzerà nel coinvolgimento di nuovi attori e nella progressiva eliminazione dei confini fisici dell’impresa. Intercettando la spinta d’innovazione tecnologica di Industria 4.0, l’aggregazione delle PMI in network di imprese interconnesse faciliterà il loro accesso alle risorse sia finanziarie, che tecnologiche e, più in generale, l’accesso alle fonti di conoscenza.

Il primo capitolo approfondisce il tema dell’innovazione strategica e delle fonti che la possono innescare. Si afferma come Industria 4.0 possa essere un importante driver per disegnare nuovi modelli di business che permettano alle imprese italiane, in primis alle PMI, di cambiare le “regole del gioco” a proprio vantaggio.

Il secondo capitolo illustra le nove tecnologie abilitanti di Industria 4.0 descrivendone le caratteristiche e mettendone in evidenza i benefici operativi sul modello di business di un’impresa, anche attraverso alcuni casi aziendali concreti. Si riportano nove heatmap che evidenziano i building block maggiormente influenzati da ciascuna tecnologia secondo la letteratura. I risultati emersi sono stati successivamente validati da 35 esperti in materia.

Il terzo capitolo identifica 12 temi strategici risultanti dalla combinazione dei benefici operativi con i fattori critici di successo, ovvero le proposte di valore sottostanti ognuna delle tre discipline del valore della letteratura – eccellenza operativa, leadership di prodotto, intimità con il cliente – affiancate da leadership ecosistemica. Raggruppando poi i 12 temi strategici secondo questa categorizzazione, ne risultano 4 macro-modelli di business: Smart Factory, As-a-service, Data driven e Platform.

Smart Factory è un modello di business che punta all’eccellenza operativa, impiegando le tecnologie per abilitare un network di connessione tra le varie parti della catena di fornitura, formando altresì una catena del valore smart, che raccoglie e gestisce informazioni in real-time e permette di prendere decisioni in maniera più trasparente.

L’As-a-service è un modello di business che risponde alla disciplina di leadership di prodotto, puntando alla distribuzione di servizi sempre più customizzati al cliente, nascenti dai dati che esso comunica tramite smart product . Al prodotto fisico quindi vengono affiancati servizi su misura per il singolo cliente, che gli permettono di personalizzare la sua esperienza d’uso.

Il Data driven è un modello di business che sfrutta il potere dei Big data per acquisire maggiore conoscenza sul cliente finale e quindi riuscire ad essere più vicini ad esso, rimandando alla disciplina del valore dell’intimità con il cliente. I dati che provengono dai sistemi intelligenti non solo possono essere reintrodotti nel processo di creazione di valore, ma costituiscono altresì una fonte di ricavo aggiuntiva, attraverso la loro vendita.

Infine, Platform è un modello di business che punta a creare un ecosistema in cui l’azienda è la protagonista e connette persone, imprese e risorse mettendo a disposizione un’infrastruttura aperta e partecipativa che, grazie alle tecnologie digitali, abilita l’efficace ed efficiente interazione tra produttori e consumatori. La disciplina del valore a cui attiene è la leadership ecosistemica, che si concretizza con la soddisfazione dei bisogni dei clienti attraverso l’offerta di prodotti condivisi e quindi sostenibili.

Il quarto capitolo riporta i risultati emersi dal questionario somministrato a 111 imprese italiane per cogliere la loro percezione su come la sfida di Industria 4.0 sia affrontata a livello di sistema Paese, settore industriale e singola organizzazione.

In sintesi, la ricerca evidenzia che se le opportunità offerte dalla quarta rivoluzione industriale saranno sfruttate al meglio, combinando le caratteristiche della trasformazione digitale in corso con quelle della struttura imprenditoriale italiana, il Paese potrà guidare l’industria europea verso un cambiamento delle “regole del gioco”. Le singole imprese dovranno però concentrarsi non solo sull’innovazione tecnologica di processo e prodotto abilitata da Industria 4.0, ma soprattutto sull’innovazione strategica di modello di business. La sfida strategica da vincere non è tanto fare meglio, ossia più efficacemente ed efficientemente, le stesse cose, ma fare cose diverse o farle in modo diverso.

Il libro è scaricabile al seguente link