Immaginare l’Impresa Totale

by Beniamino Mirisola

 L «a mia vita è la storia di un’autorealizzazione dell’inconscio» afferma perentorio Carl Gustav Jung nell’incipit della sua autobiografia. E prosegue introducendo una nozione fondamentale del suo pensiero:

Che cosa noi siamo per la nostra visione interiore, e che cosa l’uomo sembra essere sub specie aeternitatis, può essere espresso solo con un mito. Il mito è più individuale, rappresenta la vita con più precisione della scienza. La scienza si serve di concetti troppo generali per poter soddisfare la ric-

chezza soggettiva della vita singola. Ecco perché, a ottantatre anni, mi sono accinto a narrare il mio mito personale.

Nell’ottica junghiana, il mito è una forza creativa sempre presente e, al tempo stesso, una forma di pensiero autonoma, che si intreccia alla conoscenza razionale senza essere subordinata a essa. La componente “mitologica” della conoscenza è dunque fondamentale per indagare l’identità sia del singolo individuo («cosa noi siamo per la nostra visione interiore») che dell’umanità stessa (cosa l’uomo

sembra essere sub specie aeternitatis), perché è capace di spingersi ben oltre i confini della Ragione.

Ma è corretto utilizzare, in questo contesto, la parola “identità”? Cosa intende Jung con questo termine? Nell’ambito della Psicologia Analitica, l’identità psicologica indica la condizione, propria della fase iniziale di ogni attività psichica, in cui due elementi appaiono ancora indistinguibili l’uno dall’altro. Il concetto non concerne dunque, in senso stretto, il tema dell’identità personale che Jung affronta ricorrendo ad altri termini, quali “individualità” e “Sé”.

L’individualità rappresenta «la natura specifica e particolare dell’individuo sotto tutti gli aspetti psicologici», ovvero «un’irripetibile combinazione o graduale differenziazione di funzioni e facoltà che in sé e per sé sono universali». L’individualità psichica è insita a priori nella psiche dell’individuo, ma a livello inconscio; per renderla cosciente, occorre attivare il cosiddetto «processo d’individuazione». È, quest’ultimo, un concetto centrale della Psicologia Analitica, in quanto percorso obbligato verso il raggiungimento di quella piena realizzazione psichica rappresentata dal “Sé”. Il “Sé” è, a sua volta, un’entità

che va nettamente distinta dal cosiddetto “Io”, come tiene a precisare lo stesso Jung:

Nell’occuparmi di psicologia dell’inconscio mi sono trovato di fronte a fatti che richiedevano l’enunciazione di nuovi concetti. Uno di questi è il “Sé”, che denota un’entità non sostitutiva di quella che è stata finora espressa con il concetto di “Io”, e che piuttosto abbraccia quest’ultimo in qualità di concetto sopraordinato. 

La differenza tra i due termini appare ancora più

chiara nel seguente passo:

la personalità come fenomeno totale non coincide con l’Io, cioè con la personalità conscia, […] Ho perciò proposto d’indicare la personalità totale, presente benché non interamente afferrabile, con la parola “Sé”. L’Io è per definizione subordinato al Sé e si comporta nei suoi riguardi come una parte verso il tutto […].

Quindi, l’Io rappresenta solo un aspetto del Sé, quello conscio. Al di là dei suoi angusti confini, si estende il

regno sterminato dell’Inconscio, sia individuale che collettivo, dove la luce della consapevolezza si affievolisce fino a spegnersi del tutto.

Come spiega bene lo psicologo Henry F. Ellenberger:

la individuazione è: in generale il processo di formazione e separazione di entità singole, in particolare lo sviluppo dell’individuo psicologico quale essere diverso dal generale, dalla psicologia collettiva […]. Il processo psicologico di individuazione è strettamente connesso con la cosiddetta funzione

trascendente, la quale fornisce allo sviluppo individuale direttive che la via pretracciata dalle norme collettive non può mai fornire […]. La individuazione è sempre più o meno in contrasto con la norma che regola la collettività, perché è separazione e differenziazione dal generale e formazione del particolare […] la individualità psicologica è presente a priori nell’inconscio.

Il processo d’individuazione è dunque un processo di separazione e differenziazione, che si muove dall’Io al Sé, in vista del raggiungimento di una sorta di “totali-

 

tà psichica”.
Ma è possibile immaginare una simile totalità anche in contesti diversi come quello artistico e quello imprenditoriale?

by Beniamino Mirisola